Racconti Immaginari | Paolo Ventura

Si intitola Racconti immaginari la mostra di Paolo Ventura allestita presso le sale di Armani/Silos a Milano, quasi a evocare il contenuto delle immagini presenti in mostra, un percorso tra realtà e finzione risultato dell’originalità del fotografo milanese che incontra in questo spazio la creatività dello stilista Giorgio Armani che lo ospita.
Dopo una  carriera principalmente rivolta al mondo della moda, Paolo Ventura ha messo in moto la sua genialità, convogliando nella fotografia gli elementi più svariati. La mostra, già presentata in molteplici occasioni, si articola nelle sale al pian terreno, presentando allo spettatore le storie realizzate dal fotografo: narrazioni frutto della sua fantasia, rielaborate o reinterpretate ma pur sempre uniche nel loro genere.

Sono più di 100 le opere selezionate tra scatti, scenografie e alcuni oggetti scelti personalmente dall’artista, i quali saranno visibili al pubblico fino al prossimo 29 luglio. Le immagini che si susseguono in questo vortice narrativo, nascono grazie all’utilizzo di costumi, marionette e piccole scenografie, all’interno delle quali Paolo Ventura si rappresenta con alcuni familiari, siano essi il figlio o la moglie, oppure adottando personaggi fantasiosi. Da qui prende forma il lavoro che apre la mostra, The Automaton, tratto da un racconto olandese cinquecentesco che il padre gli narrava spesso da giovane. Paolo Ventura lo ambienta negli anni della seconda Guerra Mondiale, durante lo sgombero del Ghetto di Venezia, nel lontano 1943. La scenografia è poeticamente dipinta mediante l’uso di luci soffuse e colori cupi nei quali si celano scorci e dettagli di una città dai tratti malinconici tra il limite del reale e dell’immaginario. Un racconto bello per gli occhi e anche per la mente, che evoca sensazioni che ognuno ha il piacere di vivere come meglio preferisce.
Il percorso espositivo prosegue presentando lavori più recenti come le Short Stories (2013-2015), brevi racconti identificati quasi esclusivamente dal titolo, che lasciano allo spettatore la piena libertà di interpretazione; o ancora Le città incantate, tre grandi opere della serie La Cercatrice di Conchiglie, appositamente realizzate per l’occasione, e alcune installazioni composte da figure di carta ritagliate. Lavori conosciuti e apprezzati ma anche ricercati, come si evince dal filmato posto in conclusione della mostra che ripercorre all’interno di un’intervista tutti i passaggi che hanno condotto alla realizzazione dei medesimi: dalla scelta dei costumi, alla costruzione delle scenografie sino ad arrivare allo scatto finale; minuziosi dettagli che fanno di Racconti Immaginari una mostra che apre le porte dell’immaginazione e scardina i canoni classici di una mostra fotografica.

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