Invito al viaggio | Lorenzo Castore @leicaMilano


Queste sono le fotografie del viaggio in India con Giorgio e Saverio nell’estate del 1997. Avevamo 21, 22 e 23 anni.

Loro due sono per me come fratelli: conosco Giorgio dalla terza elementare e ci siamo scelti da subito, mentre ho incontrato Saverio verso i vent’anni ma ci siamo scelti subito lo stesso.

Loro due invece si sono conosciuti poco prima della partenza e sono stati poi amici per sempre.

Alcune fotografie sono accompagnate da parti del mio intermittente diario di viaggio e da estratti da L’Odore dell’India di Pasolini che, insieme alla guida del Nord, è stata la mia lettura di quei giorni.

Nel 1998 con pochissime di queste foto avevo fatto la mia prima piccola mostra, poi più niente.

Oggi posso provare a parlare di quel viaggio in maniera più consapevole cercando di comunicare oltre i fatti contingenti qualcosa che ci riguarda più a fondo.

Questa è una selezione di fotografie vecchie di 20 anni ma sempre attuali: credo che la mia vita di fotografo sia cominciata con quell’India anche se la mia carriera – intesa come capacità di aderire davvero al proprio universo, visivo ed emotivo, e trasmetterlo fuori di sé – sia iniziata da poco, almeno per quello che interessa a me.

Tutto il lavoro fatto – senza sosta, ossessivamente – sono (forse, finalmente, a tratti) in grado di condividerlo come fino ad oggi non avevo saputo fare.

Quel viaggio è stata un’esperienza fondamentale per tutti e tre. Ha segnato un prima e un dopo.

Da quel momento le cose hanno preso una direzione indipendente e più definita per ciascuno di noi. Di certo ci è successo qualcosa dentro, una carezza o una condanna di grazia. Come con sorpresa ho trovato scritto nel mio diario di viaggio: “C’è qualcuno accanto a me che sta cercando di farmi capire qualcosa”. Chi e cosa però non saprei dire.

Gli eventi in sé non ci hanno mostrato niente di roboante e non abbiamo visto all’improvviso la luce per chissà quale tipo di illuminazione: è stata però una magica e reale esperienza di viaggio – anzi del viaggio – con un impatto così forte che ce lo ha fatto trascendere, lasciandoci intuire qualcosa di più ampio e misterioso – seppure completamente ignoto – in cui ci si doveva buttare presto.

E’ stata un’esperienza di profonda amicizia.

Eravamo tutti e tre parecchio confusi anche se consci che certe decisioni vitali non erano più a lungo rimandabili. L’importanza dell’altro e del sostegno reciproco è stata una scoperta tangibile e per niente teorica, sebbene a un certo punto ci siamo divisi – ognuno per la sua strada – senza questioni o polemiche. Abbiamo imparato ad agire alimentando il rispetto dell’individualità – propria e altrui – ispirati da quel magnifico senso di tolleranza per qualsiasi diversità che in India è così naturale. C’era molta paura certo, ma anche una magia che faceva venire voglia di andare e provare. Un’attrazione irresistibile verso l’azione, un invito alla fiducia e al gioco.

E’ stata un’India fantastica, di rivelazioni incomprensibili, continuo stupore, colori e avventure.

Una lezione di immaginazione e di completa sfiducia nella programmazione.

Questa vorrei fosse una mostra per ragazzi – per i nostri ragazzi – un invito a mondi fantastici e lontani, all’avventura e all’incanto, per custodire dentro di sé lo spazio per storie da ascoltare e raccontare, per alimentare lo spirito selvatico e la voglia di cercare con ostinazione i propri strumenti, per crederci e divertirsi senza pretendere sempre qualcosa indietro, per andare in fondo alle scoperte, per prendersi il rischio del gioco e di giocare davvero.


Invito al viaggio
Lorenzo Castore

Leica Galerie Milano

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