W. Eugene Smith – Usate la verità come pregiudizio, CMC, Milano

Il bianco e nero in perfetto connubio tra sentimento ed etica sociale che traspare nelle fotografie di W. Eugene Smith, uno dei più grandi e rivoluzionari maestri del reportage, è protagonista della mostra organizzata presso il Centro Culturale di Milano che trova la sua nuova sede proprio nel cuore della città, a pochi passi da Piazza San Babila. L’esposizione nasce grazie alla volontà del direttore del CMC, Camillo Fornasieri e la curatela di Enrica Viganò e conta sessanta stampe originali accompagnate dai passe-partout anch’essi originali sui quali si possono leggere le annotazioni lasciate dal maestro.

La mostra si articola in sequenze narrative entro le quali sono presentati i saggi fotografici di Smith: all’inizio del percorso si trovano alcuni famosi scatti realizzati tra il 1943 e il 1945 a dei soldati impegnati a combattere nel secondo conflitto mondiale. Inviato da Life, Smith conosce la guerra da vicino, realizzando immagini cariche di pathos sino al 23 maggio 1945 quando, nel corso della battaglia di Okinawa, viene gravemente ferito al volto dall’esplosione di una granata. Dopo due lunghi anni di interventi e sofferenze Smith riesce a stento a reggere la macchina fotografica, ma spinto da una profonda determinazione vuole tornare a dar vita a immagini contrastanti a tutto il male generato dalle guerre.

 

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“ The day I again tried for the first time to make a photograph, I could barely load the roll of film into the camera. Yet I was determined that the first photograph would be a contrast to the war photographs and that it would speak an affirmation of life… “

 

 

Ad inaugurare questo nuovo periodo è lo scatto diventato poi celebre “A Walk to a Paradise Garden” che ha come protagonisti i suoi due figli, (la prima fotografia che realizza dopo il tragico incidente) a cui seguono i saggi sui quali laovra nel corso degli anni successivi.
Da qui le immagini della serie Country Doctor realizzate nella primavera del 1948 su richiesta di Life, con la quale torna a lavorare nel 1947; è proprio a questa rivista che propone l’idea del servizio sulle levatrici nel South Carolina la cui protagonista diventerà Maude Callenw-eugene-smith-nurse-midwife-maude-callen-north-carolina-1953
Grazie a questo saggio il fotografo tocca l’animo di milioni di lettori approfondendo con grande maestria non solo l’importanza medica di tale figura ma anche il problema socio culturale del razzismo. Spanish Village costituisce uno dei saggi più amati dal pubblico americano in quanto è una raccolta di immagini relative le attività agricole di diverse località spagnole, un mondo rurale che in America stava scomparendo. A man of Mercy è un progetto che prende corpo a Lambaréné nel 1953 intorno alla figura del medico e premio Nobel per la pace Albert Schweitzer, offrendogli anche l’occasione di inglobare al suo interno parti narrative che riguardano l’Africa, tuttavia contrariamente alle sue aspettative l’articolo pubblicato da Life prende le distanze dalla struttura da lui proposta causando così una rottura definitiva del rapporto lavorativo oramai deteriorato da tempo
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Quando Smith lascia la rivista ha 36 anni ma è intenzionato a realizzare un progetto che non possa essere condizionato da nessuno al di fuori di sé stesso; l’occasione si presenta grazie ad un incarico assegnatogli dall’Agenzia Magnum di cui era entrato a far parte da poco. Pittsburg doveva rappresentare la sua rivincita nei confronti della rivista Life, un progetto che non parlasse solamente di alcuni aspetti della città ma che riuscisse a raccoglierli tutti, ma alla fine costituì una sconfitta nonostante la grande qualità delle immagini prodotte. Infine troviamo Minamata, la serie cui protagonista è l’omonima città Giapponese fortemente messa in ginocchio da una malattia causata dalle sostanze chimiche del mondo industriale; su di essa Smith assieme alla moglie Eileen lavora documentando e lottando a fianco dei cittadini per circa tre anni dando un valido contributo alla popolazione coinvolta, a ciò seguirà la pubblicazione di un libro volto a far conoscere al mondo le atrocità cui aveva assistito in questo periodo. Il testo edito nel 1975 è visibile nella teca assieme ad altri articoli correlati di fotografie pubblicati su Life che chiudono il percorso espositivo assieme a un autoritratto del fotografo.

Credo che per tutti quelli che non conoscono le fotografie di W.Eugene Smith sia un’occasione imperdibile, dai suoi scatti trapela sempre la veridicità della situazione colta dosando con grande maestria i toni del bianco e nero dai quali emergono sfumature e sentimenti di ogni genere volti a colpire lo spettatore; la profondità del suo lavoro non ha solamente conquistato le masse ma ha anche fatto la differenza.

24 Settembre – 4 Dicembre 2016
Ingresso gratuito.
Orari: martedì – venerdì ore 10-13 / 15-19

sabato e domenica ore 16-20

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