Vivian Maier. Una fotografa ritrovata – Milano, Fondazione Forma per la Fotografia

Vivian Maier Self-PortraitMancano oramai poche ore alla chiusura della mostra “Vivian Maier. Una fotografa ritrovata“, in corso dallo scorso novembre presso gli spazi della Fondazione Forma per la Fotografia di Milano. La mostra, cuarata da Anne Morin e Alessandra Mauro, giunge a Milano dopo la tappa al MAN di Nuoro, e porta alla luce gli scatti di questa misteriosa fotografa-bambinaia, i cui lavori sono stati ritrovati solamente di recente dal giovane John Maloof. La scoperta risale al 2007, anno in cui i suoi scatoloni finiscono all’asta a causa del mancato pagamento dell’affitto di un deposito e vengono acquistati da diversi presenti. Dopo circa due anni Maloof sviluppa qualche negativo e coglie sin da subito il valore di questi scatti, tanto da decidere di mettere insieme tutti i pezzi e rintracciare pian piano tutta la vita di questa sconosciuta.

13All’interno delle sale dello spazio Forma sono esposte 116 fotografie principalmente in bianco e nero e alcune a colori, risalenti all’ultimo ventennio di produzione. In queste fotografie traspare lo sguardo sensibile di Vivian, i cui scatti sono un racconto continuo della sua vita. Tra i soggetti che ama ritrarre sicuramente vi sono i bambini; chi meglio di lei che passava le sue intere giornate a badare ai bambini poteva entrare nel loro mondo e  far trasparire la gioia e la spensieratezza di quest’età o l’amore e la tenerezza di una bimba che si aggrappa alla gonna della mamma. Le sue fotografie sono lo specchio della sua esistenza, così lo scatto degli scatoloni ammucchiati uno sopra l’altro ci ricorda che Vivian stessa era una sorta di accumulatrice, collezionava svariati oggetti tra cui pile e pile di giornali che le creavano non pochi problemi presso le famiglie di cui era ospite. Tuttavia, pur essendo una donna fuori dagli schemi, Vivian era consapevole del periodo storico in cui viveva: erano gli anni in cui si stava assistendo al consolidamento dell’immagine, la fotografia iniziava a diffondersi all’interno delle riviste affermandosi nel campo dell’informazione oltre che all’interno della società stessa, e lei sentiva la necessità di tenersi informata su ciò che stava accadendo nel mondo. Oltre ai giornali che consultava quotidianamente, Vivian aveva messo insieme una biblioteca di migliaia di volumi di monografie sui grandi fotografi e non si faceva scappare l’occasione che le istituzioni artistiche offrivano; è’ quasi certo che abbia visitato la mostra di Edward SteichenThe Family of man” tenutasi nel 1955 al MoMa di New York e sicuramente non perse l’occasione di vedere l’esposizione delle fotografie di Margarete Bourke White e Lisa Larsen, in mostra al The Art Institute of Chicago durante il suo soggiorno; immancabili poi i riferimenti a Diane Arbus e Robert Frank. Vivian era consapevole che per realizzare delle fotografie di qualità era necessario allenare il proprio occhio e soprattutto essere consapevole della realtà che la circondava e in cui viveva, un mondo di cui voleva fare parte ma da cui teneva le distanze.

September 24, 1959, New York, NY

September 24, 1959, New York, NY

Vivian e la sua inseparabile Rolleiflex immortalano anche un particolare periodo storico, così in alcuni scatti si fanno spazio i grattacieli della città di New York come anche gli strascichi della guerra e gli anni che ne seguono, e nelle fotografie traspare lo spaccato della società; le immagini passano dal ritrarre la quotidianità delle famiglie borghesi o l’ironia di alcune scene singolari ad altre tragiche e più riflessive. Il passaggio tra i vari soggetti e le molteplici scene della società è dettato anche dal fatto che scattava continuamente fotografie e, diversamente da molti altri fotografi non sentiva la necessità di ripetere lo scatto, anche perché per lei era più importante l’istante stesso piuttosto che il prodotto finale. Per lo stesso motivo oggi le sue fotografie stanno conseguendo un grande successo non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa; queste sono un racconto vero e anche un ritratto della fotografa che non doveva accontentare nessuno se non se stessa.

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata

Dal 20 novembre al 31 gennaio 2016

Forma Meravigli, Via Meravigli 5, Milano

Orari: Tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00; Giovedì dalle 12 alle 23

La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura

Ingresso intero: 8 euro

Ridotto: 6 euro

 #VivianMaierMilano

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