Steve McCurry – Oltre lo sguardo, Villa Reale, Monza

Mercoledì 29 ottobre è stata inaugurata alla Villa Reale di Monza la mostra “Oltre lo sguardo” di Steve McCurry, organizzata e prodotta da Cultura Domani e Civita. Un’ ambientazione appropriata alla riscoperta della Reggia che in è appena stata riportata al suo splendore originale; tra i corridoi e le sale del secondo piano nobile sono situate le celebri fotografie: 150 scatti realizzati dal fotografo nel corso della vita. Biba Giacchetti e Peter Bottazzi, i curatori dell’esposizione, hanno ideato un percorso caratterizzato dalla presenza di strutture lignee, in particolare da scale che si innalzano quasi sino a toccare il soffitto, sopra le quali sono situate le fotografie. L’idea è quella di creare scorci e prospettive, attraverso i quali gli spettatori possono immaginare e vedere il mondo, come lo ha visto e immortalato Steve McCurry.

Steve McCurry - Oltre lo sguardo, Villa Reale, Monza

Steve McCurry è un fotografo il cui nome è noto anche a persone poco interessate al mondo della fotografia, basti pensare al celebre scatto che ritrae Sharbat Gula, una bellissima ragazza afghana “dagli occhi verdi”, che McCurry incontra nel 1984 in un campo profughi vicino Peshawar, in Pakistan e di cui ne realizza uno splendido ritratto. Oggi conosciuta a livello internazionale, in quanto ha fatto letteralmente il giro del mondo, tale immagine è stata esibita e viene tutt’ora ammirata in numerosissime mostre, come quella appena inaugurata a Monza.  All’epoca in cui questa venne realizzata il fotografo era già stato chiamato a collaborare per National Geographic da Bob Gilka, e tale collaborazione gli offre l’opportunità di “scavare a fondo del soggetto”, di raccontare attraverso lo scatto una storia, sia essa crudele o a lieto fine, il ritratto di tradizioni, culture e religioni variegate o l’immagine di un mondo culturalmente più vicino al nostro…

© Steve McCurry - Afghan Girl, near Pashawar, Pakistan, 1984

© Steve McCurry – Afghan Girl, near Pashawar, Pakistan, 1984

 “Working with Geographic was major. The magazine gave me the time to develop a story, to dig deep into the subject…”

Ciò che si presenta dinanzi ai visitatori della mostra è un’esplosione di colori, di espressioni e volti differenti, ma al di là di quello che stupisce, c’è anche la novità e fotografie che il singolo spettatore non si aspetterebbe mai di vedere, come l’atmosfera infernale di “Camels and Oil Fields”, in Kuwait, o la stranissima modalità di pescare adottata da alcuni uomini di Weligama, in Sri Lanka; sicuramente, per un fruitore del mondo occidentale è più semplice accostarsi a scatti di carattere e tematiche affini al suo universo. La povertà, per esempio, è una tematica che tutti i paesi si trovano ad affrontare, a riguardo è grandioso l’effetto e le sensazioni che trasmette lo scatto “Mother and child at car window” realizzato nel 1993 a Mumbai, in India. Esso ritrae l’immagine di una madre che stringe tra le braccia il suo bambino mentre chiede l’elemosina in un vicolo della città, un breve istante che Steve McCurry riesce ad immortalare dall’interno della macchina in cui si trovava; o ancora, la cenere, i pompieri e i detriti che richiamano immediatamente il ricordo del disastro del World Trade Center.

“…a whole world opens up and you are often surprised that it is not the way you imagined It at all.”

© Steve McCurry - Mother and child at Car Window, Mumbai, India, 1993.

© Steve McCurry – Mother and child at Car Window, Mumbai, India, 1993.

Tra le molteplici fotografie all’interno di una sala si trova anche “Tailor in Monsoon”, uno scatto realizzato in India nel 1983 che ritrae un uomo immerso completamente nell’acqua a causa dell’esondazione che aveva colpito il suo paese, Porbandar; l’elemento sorprendente è che nonostante ciò, sorride, è riuscito a trarre in salvo la sua macchina da cucire e la fotografia non è cupa, non ci trasmette tristezza, quanto piuttosto la positività di un uomo che non si ferma davanti a niente ed è pronto a ripartire da capo.

© Steve McCurry - Tailor in Monsoon, Porbandar, India,1983

© Steve McCurry – Tailor in Monsoon, Porbandar, India,1983

“…E’ una storia bella è simpatica. Ero a Porbandar, un piccolo villaggio indiano dove è nato anche il Mahatma Gandhi. Stavo documentando i monsoni. C’era stata un’esondazione e tutto era sommerso dall’acqua… La situazione era drammatica, ma il popolo indiano ha un atteggiamento nei confronti della vita che può essere incredibile. Reagisce con ironia, senza mai perdersi d’animo. Questo povero sarto aveva salvato il suo unico bene: la vecchia macchina da cucire tutta arrugginita. Qualcuno gli ha fatto un cenno per segnalargli che io lo stavo fotografando, e lui ha iniziato a ridere. Poi la fotografia è apparsa sul National Geographic, e questo ci ha fornito la possibilità di rintracciarlo. E di potergli comprare una macchina da cucire nuova di zecca, così che potesse ricominciare il suo lavoro. E’ stato un grande piacere per me poterlo aiutare…”

Come dice lo stesso Steve McCurry: «Taking pictures is above all about telling a story», le sue fotografie, risultato di lunghe attese, hanno la capacità di catturare coloro che le osservano in quanto al loro interno si celano magnifiche storie. Se si pensa agli scatti di questo fotografo è possibile utilizzare una metafora: essi sono come dei libri, carichi di emozioni e di avvenimenti fantastici, anche se a differenza dei primi, i secondi riguardano sempre vicende vere: racconti di vite vissute, di realtà difficili che molto spesso trascuriamo, di conflitti, tragedie o di luoghi lontani. Non  si può passare davanti ad uno di essi e non fermarsi a riflettere, anche solamente per qualche istante…perché le fotografie è come se parlassero: ognuna di esse è differente dalle altre, ma ha sempre qualcosa da dire.

Steve McCurry - Oltre lo sguardo, Villa Reale, Monza

La mostra propone un percorso variegato, in quanto vuole ripercorrere l’intero lavoro svolto sino a oggi dal fotografo americano; a fianco degli scatti più conosciuti, vi sono quelli più recenti compresa una fotografia realizzata a Spoleto, e quelle del calendario 2015 “Earth Defenders”, scattate in Marocco, Senegal, Etiopia, Kenya e Tanzania, in collaborazione con Lavazza, per promuovere i valori slow food di cui anche il marchio di caffè si è fatto promotore e il cui ricavato andrà a sostegno di “1000 orti in Africa”.

Fare un calendario attraverso le immagini di Steve McCurry è stato un sogno. La cosa più importante che ho imparato è che un sogno può essere importante, grande, ma la cosa più bella è quando aiuta a realizzare altri sogni”, – Francesca Lavazza -.

Globalmente l’esposizione è stata molto piacevole, le fotografie sono il cuore e l’anima della mostra e, oltre ai video presenti in alcune sale, per chi lo desidera è disponibile un’audioguida che aiuta ad orientarsi e a conoscere in modo approfondito le vicende dei loro protagonisti. Sinceramenem come molti altri visitatori sono rimasta delusa dalle scelte curatoriali specialmente per quanto concerne l’illuminazione volta a mettere in evidenza alcuni scatti mentre altri sono stati completamente lasciati al buio (era solo l’inaugurazione quidi spero che questo aspetto possa essere corretto!); penso che un’ ambiente così bello, portato alla luce dopo anni di restauro, si potesse sfruttare maggiormente. Rimane solo da segnarsi l’appuntamento con questa fantastica mostra alla Villa Reale di Monza sul calendario: vi aspettano 150 fotografie, 150 storie, 150 modi di conoscere “qualcosa” di nuovo, perché non si è mai stanchi di imparare…

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30 ottobre – 6 aprile 2015.

Villa Reale di Monza (Viale Brianza,1)- secondo piano nobile.

Costo: € 12,00 intero, € 10,00 ridotto, € 4,00 per scuole e minori di 18 anni.
Orario: Martedì – Venerdì dalle ore 10 alle 18.
Sabato, Domenica e festivi dalle ore 10 alle 19.
Lunedì chiuso.

Spazio alla Blogger, caratteristiche e voti:

Ambiente e scelte curatoriali: 8  

La mostra ha luogo all’interno delle magnifiche sale  della  Reggia  di Monza, al secondo piano nobile. Tuttavia, come ho ribadito sopra, penso che uno spazio così bello potesse essere sfruttato maggiormente: la presenza delle costruzioni in legno è molto carina, ma non ha riscosso un grande successo tra i visitatori, soprattutto per la loro presenza nei corridoi, dove, per  esempio  si poteva sfruttare un gioco di prospettive tra le diverse travi; le luci sono scarse, alcune immagini sono illuminate molto bene, altre, per niente.

Ambiente e comfort: 10

Alla mostra c’è tutto quello che dovrebbe sempre essere presente in tali occasioni, non manca proprio nulla: al piano terra troverete la biglietteria, armadietti dove depositare tutto quello che non volete portare con voi, i bagni (super puliti), il bookshop con moltissimi libri di Steve McCurry, e accanto un bar/ristorante….

Costo: 9

Il costo del biglietto è adeguato, dovete calcolare anche lo spazio entro il quale è allestita la mostra, vi da accesso alle sale del secondo piano nobile e al Belvedere! Esso comprende l’audioguida, che come dicevo a una mia collega, vi consiglio di prendere se non conoscete bene l’artista e le fotografie, apprezzerete molto i racconti del fotografo che vi spiega parte dei suoi lavori. Probabilmente tornerò solamente per ascoltarla visto che non mi è stato possibile.

Personale: 10 

Non posso non dare il massimo, perché mi sono piaciuti tutti, dal primo all’ultimo, sono disponibili e gentilissimi!! Vi ringrazio.

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