Galleria Carla Sozzani – World Press Photo 2014

National Geographic - John Stanmeyer, World Press Photo of the Year,  Contemporary IssuesDagli avvenimenti contemporanei alle tematiche sociali e culturali; dagli scatti sportivi  a quelli naturalisti, la Word Press Photo ogni anno ci stupisce proponendoci  fotografie che mostrano diverse realtà, talvolta belle e positive e ,altre, negative e scioccanti. E’ sempre un’esperienza stupenda poter vedere dal vivo le stampe degli scatti premiati e ,come ogni anno, dopo mesi di attesa, sabato 10 maggio è stata inaugurata la mostra presso la Galleria Carla Sozzani in Corso Como 10.

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Le immagini sono talmente numerose che mi sarebbe difficile riportare ogni singola storia in questo post, quindi ho deciso di prendere in considerazione alcuni tipi di fotografie appartenenti alle diverse categorie.

Philippe Lopez - Typhoon Survivors

Philippe Lopez – Typhoon Survivors

Partendo dallo scatto di Philippe Lopez “Typhoon survivors” (sopravvissuti al tifone) nel quale vediamo, su uno sfondo di macerie e distruzione causati dal violento fenomeno atmosferico, alcuni sopravvissuti  che camminano portando con sé diversi oggetti religiosi; arriviamo ad osservare i segni della violenza domestica negli scatti di Sara Lewkowicz; l’aggressività e la brutalità della criminalità organizzata, specialmente quella messicana legata ai cartelli della droga mostrate nelle fotografie di Christopher Vanegas; o ancora, le conseguenze dell’esplosione delle bombe alla maratona di Boston immortalate da John Tlumacki.

I segni della violenza domestica negli scatti di Sara Lewkowicz

I segni della violenza domestica negli scatti di Sara Lewkowicz

Un velo di amarezza oltre che di amore traspare d’altra parte dalla fotografia scattata da Taslima Akhter, che racchiude gli ultimi istanti di vita di due abitanti di Savar, nel Bangladesh, morti a causa di un crollo improvviso dell’edificio in cui si trovavano.

Taslima Akhter - Abbraccio Finale

Taslima Akhter – Abbraccio Finale

Gli scatti di Fred Ramos, invece, somigliano a dei fantasmi, vite che sono state strappate a causa di una guerra fra bande delle quali ci restano niente meno che dei capi d’abbigliamento: un jeans, una felpa o una parte di quello che era una maglia. In molti casi solamente questi oggetti possono ricondurci all’identificazione dei loro legittimi proprietari.

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Di grande effetto sono le fotografie relative Bobby Henline,  unico superstite dell’esplosione che ha fatto saltare in aria il veicolo militare su cui viaggiava durante la sua quarta missione in Iraq, il 7 aprile 2007. Come ci mostrano le fotografie, in seguito all’accaduto, Bobby,  si è ritrovato con  le ossa del volto fratturate, ustioni su tutto il corpo e ha subito l’amputazione della mano sinistra. Durante la convalescenza teneva alto il morale degli atri soldati feriti tanto che il suo analista lo ha spronato a darsi al cabaret;  grazie a questo oggi si guadagna da vivere.

Word Press Photo 2014: Bobby Henline

Note poetiche e intime traspaiono, invece, dalla serie di fotografie di Denis Dailleux che ritraggono dei culturisti (bodybuilder) egiziani in posa con le loro madri. Il significato di queste immagini riflette il fatto che in un paese come l’Egitto, il culturismo, rappresenta un’attività piuttosto popolare che può essere un elemento di vanto per la famiglia. Celato da un’atmosfera accogliente, dietro lo scatto di John Stanmeyer, si manifesta il problema relativo l’immigrazione che ogni anno spinge milioni di persone ad abbandonare la propria terra in cerca di una vita migliore in altri paesi, come hanno fatto i migranti africani ripresi dal fotografo.

Denis Dailleux : culturisti egiziani in posa con le loro madri

Denis Dailleux : culturisti egiziani in posa con le loro madri

Per quanto concerne la categoria dei ritratti il primo premio se lo aggiudica Brent Sirton con “Blind Indian Albino Boys” scatto che ritrae cinque ragazzi affetti da albinismo nel dormitorio della scuola che insegna loro diverse abilità di importanza vitale. Bellissima anche la fotografia realizzata da Nadav Kander, fotografo britannico che si è classificato al 3° posto grazie allo scatto che ritrae Chiwetel Ejiofor, attore e protagonista del film “12 anni schiavo”.

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Nadav Kander - Chiwetel Ejiofor

Tra i diversi scatti naturalisti, oltre a quello di Shangzhen Fan dei lupi che camminano nel deserto innevato, la fotografia di una volpe fennec realizzata da Bruno D’Amicis nella regione di Kebili, in Tunisia, è quella che mi ha colpita maggiormente. All’animale, caratterizzato dalla presenza di grandi orecchie che servono per disperdere il calore dell’ambiente torbido nel quale vive, l’uomo riserva talvolta un destino crudele poiché, a causa del suo adorabile aspetto, viene catturato, venduto come animale domestico o utilizzato a scopro di lucro per catturare l’attenzione dei turisti della zona.

Word Press Photo 2014

ShangZhen Fan wolves walking in the desert

ShangZhen Fan wolves walking in the desert

La visita per chi fosse in possesso di uno smartphone è ancora più interattiva, infatti, tramite l’applicazione “2014 World Press Photo, Guida alla Mostra” è possibile inserire i numeri associati alle singole fotografie per leggerne subito le relative spiegazioni e in taluni casi è presente un video con l’intervista al fotografo.

Potrei andare avanti ore a parlarvi di queste magnifiche fotografie, ma che gusto ci sarebbe se voi leggeste tutto e subito? Per chi fosse interessato a fine mese, con calma dopo gli esami, tornerò a farci un giro ,quindi,  se volete unirvi lasciate un messaggio qui sotto!!

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La mostra è aperta sino all’8 giugno,

ospite della celebre Galleria Carla Sozzani a Milano, in Corso Como 10.

Orario:  10,30 / 19,30  – mercoledì e giovedì fino alle 21,00

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