Pepi Merisio – Il Gioco

Pepi MerisioPepi Merisio nasce a Caravaggio nel 1931 e si avvicina al mondo della fotografia alle porte degli anni ’50 diventandone ben presto un protagonista. Nel corso di questi anni collabora con diverse riviste ma è grazie a “Epoca“, la più importante per quanto concerne le immagini, che la sua carriera si solidifica. Conosciuto e apprezzato grazie alle realizzazioni di mostre in Italia e all’estero, ebbe anche il merito di ricevere diversi premi come il “New Talent of Popular Photography” (New York 1963); il “Premio Nazionale Fotoreporter Italiani” (Milano 1964) e il “Premio Internazionale Fotogiornalismo” (Genova 1965).

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Nella mostra, inaugurata il 30 gennaio presso la Galleria Civica di Monza, sono esposte 44 fotografie in bianco e nero e a colori di Pepi Merisio; sono scatti nati nel progetto di vari reportage realizzati in molteplici città italiane e anche in paesi esteri. Tali fotografie raffigurano grandi e piccini coinvolti in giochi e attimi di svago che rievocano non solo la semplicità di alcuni caratteristici intrattenimenti degli anni ’60 e ’70 che oramai sono conservati solamente nella memoria dei nostri nonni e genitori, ma anche passatempi che ancora oggi sono presenti nella vita quotidiana di molteplici persone. Un percorso poetico ma allo stesso tempo divertente che ci mostra la storia, le tradizioni e contemporaneamente anche il presente perché il gioco in qualunque forma esso sia è sempre stato presente nel corso della storia.

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Nelle prime fotografie esposte il gioco protagonista è il calcio : “La partita in Basilica di Sant’Ambrogio” (1975), “Piazza Navona” (1965) e “”La partita della domenica” a Sondrio (1960). Se da una parte il calcio è ancora oggi uno tra i passatempi preferiti dei giovani, la sequenza di immagini proposte quì sotto, invece, raccoglie scatti realizzati tra il 1964 e il 1966 che sarebbero difficili da catturare oggigiorno e rappresentano la semplicità attraverso la quale i bambini si divertivano durante la vendemmia. 

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Negli scatti di Merisio si coglie anche come il gioco sia una tra le prime forme di socializzazione con la quale si viene a contatto da bambini, durante i pomeriggi all’oratorio o al parco per giocare al pallone, piuttosto che nei pressi di casa o nelle piazze della nostra città nelle quali si incontrano i primi amici o “compagni di gioco”. Il gioco è un momento durante il quale si socializza ma è importante anche perché crea situazioni di condivisione anche all’interno del nucleo famigliare stesso, costruendo e definendo ,così, legami con le persone più care .

Pepi Merisio – Il Gioco

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Il gioco, infatti, non è un mondo aperto solo ai più piccoli ma coinvolge indistintamente persone di ogni età. Così possiamo vedere un ragazzino che salta il compagno nello scatto “In Campo San Paolo” (Venezia 1958) e la medesima azione viene catturata in “Comparse di Mozart” (Iesi 1977), l’unica differenza è l’età dei soggetti!

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Un percorso stupendo accompagnato dal video finale dove Merisio ci racconta alcuni aspetti della sua carriera e ci svela cosa sia stata per lui la fotografia. Sono contentissima di aver avuto l’occasione di visitare una sua mostra e soprattutto sono rimasta stupefatta dalla disposizione e dall’organizzazione della mostra stessa che nonostante l’ingresso gratuito non si è fatta mancare nulla.

“Fotografare significa essere sinceri con ciò che vediamo”

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Pepi Merisio: Il Gioco

Galleria Civica, Via Camperio, Monza

31 Gennaio – 16 Marzo 2014

Ingresso Libero

orari:

Lunedì chiuso;

Martedì – Venerdì 15.00/19.00

Sabato e Domenica 10.00/13.00 – 15.00/19.00

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