Milano tra le due guerre – Fotografie di Arnaldo Chierichetti

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La mostra, voluta dalla figlia del fotografo come omaggio al padre nel centesimo anniversario di attività del negozio di Ottica Chierichetti, presenta una serie di scatti (150) realizzati da Chierichetti il cui risultato sono una serie di istantanee che rappresentano la possibilità infinita dell’apparecchio fotografico di “inventare” scorci, prospettive e vedute  all’interno della città di Milano, ma soprattutto che riportano alla luce la storia di Milano e dei Navigli, testimoni di molteplici avvenimenti che ormai sono solo un ricordo. Le fotografie si sa, sono un frammento di storia congelato nel tempo e negli scatti di Chierichetti vediamo proprio riflessa la vita sociale storica e culturale della Milano degli anni ’20 e ’30.

Essendo nata nell’ultimo decennio del secolo precedente, la mostra per me è stata una scoperta grazie alla quale ho avuto l’occasione di poter vedere non solo i cambiamenti che questa città ha subito ma anche realtà che probabilmente non avrei mai avuto l’occasione di conoscere.

Chierichetti (2)

La mostra è suddivisa in 9 sezioni tra queste  ne vorrei citare giusto qualcuna.

Innanzitutto, la sezione definita “passeggiata” nella quale sono raccolti scatti che rievocano gli elementi urbani come le strade, i negozi e i diversi edifici; in secondo luogo quella relativa la “situazione sanitaria” che delinea gli avvenimenti che seguono la Prima Guerra Mondiale, quando, Milano venne duramente colpita da diverse malattie infettive tra cui la spagnola. In questo arduo contesto all’inizio degli anni ’20, il Comune affidò a Chierichetti l’incarico di realizzare un reportage che facesse un resoconto di tale situazione.

Servizi Disinfezione Milano

In questa parte, possiamo osservare, quindi, scatti relativi ai mezzi di disinfezione, ai luoghi entro i quali venivano portate le persone infette, come per es. il Derganino e il personale che lavorava al fine di superare questa situazione.

Proseguendo, le fotografie rievocano la “vita sociale“, attraverso scatti che ritraggono feste e tradizioni perdute che hanno costituito momenti importanti della vita sociale milanese. Tra di esse vanno ricordate la festa delle neve con la presenza dei fastosi carri di cartapesta e il Verziere; tra le fotografie troviamo, inoltre, la “rievocazione delle cinque giornate” (1923) e il “Mercatino di San Nazaro” (1930).  Tra “gli svaghi” dei milanesi, gli scatti risaltano soprattutto i circoli sportivi quali la Società Canottieri e la Sem (società escursionisti milanesi) di cui fu socio e atleta lo stesso fotografo. Questi circoli avevano assunto una rilevanza sempre maggiore all’interno della città e, specialmente durante gli anni del fascismo, i giornali riportavano ogni loro successo atletico. Chierichetti documenta diversi sport tra i quali spiccano gli scatti realizzati in un paesaggio alpino cosparso di neve sulle Dolomiti, sulla “grigna o grignetta” e  il “gruppo  di alpinisti in quota” (1910).

06-chierichetti-fontane durante il fascismoSpostandoci proprio sul piano storico, gli anni del fascismo e della guerra determinarono grandi cambiamenti all’interno della città. Per esempio, fu proprio durante l’avvento del fascismo che la piazza del Duomo diventò il centro di “adunate oceaniche” del regime. Per accogliere l’arrivo del Duce a Milano nell’ottobre del 1934 furono realizzate due fontane di forma ellittica che ritroviamo tra gli scatti realizzati da Chierichetti. La piazza divenne durante questo periodo un vero e proprio teatro della propaganda mussoliniana, ogni dettaglio era curato nei minimi dettagli tanto da affascinare Chierichetti stesso che ne immortalò lo splendore nella sua sequenza di scatti.

Una mostra unica e irripetibile che mi ha regalato qualcosa che non sapevo sulla mia città e mi ha fatto vivere il passato attraverso gli scatti di Chierichetti. Inoltre sono rimasta affascinata dall’esposizione dei molteplici apparecchi fotografici utilizzati da questo fotografo durante il corso della sua carriera. Tra questi vi erano: un “Voigtlander”, apparecchio stereoscopico della Germania degli anni ’10; una Mürer dell’Italia di  inizio ‘900; una Kodak n°4 del 1907 e ancora una Mentor della Germania degli anni ’10 e una Goerz sempre dalla Germania del 1912.

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Mi spiace solo di essere riuscita a terminare solo ora questo post perchè la mostra è terminata da pochissimi giorni, io ero impegnata per via della sessione degli esami, che per fortuna è finita!!!!Yeeeeeee….sì ma ora si torna sui libri!! un bacione a tutti e alla prossima. =)

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