Milano: Pinacoteca di Brera

Oggi avevo voglia di scrivere un nuovo post, e dato che non ho ancora terminato quelli che prima o poi pubblicherò su Varsavia e il Canaletto, ho deciso di parlarvi di uno tra i musei più importanti di Milano: la Pinacoteca di Brera. Oramai conosco ogni singolo dipinto conservato presso tale museo perchè tra piacere e studio negli ultimi mesi ho speso gran parte delle mie giornate girovagando all’interno delle sue sale. Ovviamente le primissime volte che ci sono andata, per iniziare a prendere confidenza con i vari dipinti, mi aspettavo, non dico di fare la coda per il biglietto, ma almeno che ci fosse qualcuno davanti a me…potete immaginare lo stupore quando ad ogni visita ero l’unica a fare la fila per entrare. Certo, al’inizio pensavo che fosse fortuna, non mi era mai capitato di non fare nemmeno un minutino di coda per poter entrare all’interno di un museo; poi dopo un paio di visite mi sono resa conto che la mia “fortuna” era una sfortuna stessa per la Pinacoteca perchè è poco frequentata da italiani e turisti di altre nazionalità.

Eppure Brera è ricca di celebri dipinti di artisti che, anche inconsapevolmente, conosciamo tutti; da Gentile da Fabriano a Stefano da Verona, da Giovanni Bellini a Mantegna, da Tiziano a Veronese e Tintoretto, da Piero della Francesca a Raffaello, da Carracci a Caravaggio e Ruberns, da Canaletto a Tiepolo fino a Francesco Hayez.

Partendo dai nomi sopra citati vorrei proporvi una serie di dipinti di tali artisti e sfidarvi a dirmi che non ne conoscete nemmeno uno, mi risulterebbe alquanto inverosimile da credere!!

Da poco disposti in uno spazio totalmente nuovo, troviamo, per esempio, la “Pietà” di Giovanni Bellini e il “Cristo morto” di Andrea Mantegna. Mi auguro che possiate trovare entrambi visto che il dipinto di Mantegna è stato “nascosto” dietro quello di Bellini e probabilmente a un visitatore non troppo interessato potrebbe sfuggire. (Senza scherzare, ho visto gente che tornava indietro senza aver superato la colonna sulla quale è disposto il dipinto di Bellini e dietro il quale appunto è situato quello di Mantegna).

Questi sono piuttosto semplici, non esiste libro di arte che non contenga tali capolavori e se non li trovate nel vostro, è da rottamare, cambiatelo! Ovviamente di questi due artisti Brera non conserva esclusivamente tali opere, ce ne sono molte altre come “La predica di S. Marco ad Alessandria” che Giovanni realizza col fratello Gentile e che, viste le dimensioni, occupa quasi l’intera parete della sala VIII o ancora “La Madonna col Bambino” , sempre di Bellini, e “La Madonna con il coro di cherubini” del Mantegna.

Giovanni Bellini - Pietà (1465/1470)

Giovanni Bellini – Pietà (1465/1470)

Andrea Mantegna - "Cristo Morto" (1475-1478)

Andrea Mantegna – “Cristo Morto” (1475-1478)

Proseguendo nelle sale, ad un certo punto arriverete dinanzi alle magnifiche opere di Tiziano Vecellio, Paolo Caliari anche conosciuto con il nome di Veronese e quelle di Jacopo Robusti detto il Tintoretto. Sono tre artisti che ammiro molto per le scelte stilistiche adottate, in particolar modo tra i tre quello che trovo più “geniale” è il Tintoretto e il modo in cui inserisce luce nei suoi capolavori , non a caso il dipinto che preferisco è “San Giorgio e il drago” che è conservato alla National Gallery di Londra. A Brera, invece, vi è “Il ritrovamento del corpo di San Marco“, una tra le opere più conosciute che solo a guardarla da lontano non riuscireste a non definire “capolavoro”!!

Tintoretto - Ritrovamento del corpo di san Marco (1562-6)

Tintoretto – Ritrovamento del corpo di san Marco (1562-6)

Paolo Veronese - Battesimo e tentazioni di Cristo (Ciclo di San Nicolò della Lattuga) (1582)

Paolo Veronese – Battesimo e tentazioni di Cristo (Ciclo di San Nicolò della Lattuga) (1582)

Tra i tre dipinti che definirei più famosi di Brera, due sono situati nella stessa sala e sono: la “Pala di Brera (Madonna col Bambino e Santi)” di Piero Della Francesca e lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello Sanzio. 

Piero della Francesca - Pala di Brera (1469-74)

Piero della Francesca – Pala di Brera (1469-74)

Raffaello - Sposalizio della Vergine

Raffaello – Sposalizio della Vergine

Il terzo dipinto, invece, risale alla metà dell’ottocento ed è il famosissimo “Bacio” di Francesco Hayez.

Francesco Hayez - Il bacio (1859)

Francesco Hayez – Il bacio (1859)

Cercando di non andare a pescare opere poco conosciute, ho deciso di citare come ultima immagine il famosissimo Michelangelo Merisi da Caravaggio, di cui Brera conserva la”Cena in Emmaus“, dipinto che molti confondono con quello presente alla National Gallery di Londra.

Michelangelo Merisi, Caravaggio - Cena in Emmaus (1606)

Michelangelo Merisi, Caravaggio – Cena in Emmaus (1606)

Caravaggio - Cena in Emmaus (1601-2) National Gallery, Londra

Caravaggio – Cena in Emmaus (1601-2) National Gallery, Londra

Concludo, attaccandomi al discorso iniziale, dicendo che probabilmente la Pinacoteca di Brera non è pubblicizzata come si deve ma che al suo interno ci sono molteplici dipinti che aspettano solo di essere scoperti da tutti, quindi è una tappa obbligatoria per chi passa da Milano. Insomma quando si pensa a Firenze vengono in mente gli Uffizi; a Roma spicca Galleria Borghese e quando si parla a Milano si dovrebbe pensare anche a Brera, ma in realtà non è la prima cosa che vi si associa. Poi in realtà se non si è dei super patiti di arte, per fare tutto il giro secondo me basterebbe un oretta e mezza, io di solito ci passo l’intero pomeriggio ma sono una caso a parte, ve lo posso assicurare!!!

Orario

h 8.30-19.15 dal martedì alla domenica (la biglietteria chiude alle 18.40)
Giorni di chiusura: tutti i lunedì

Biglietto d’ingresso:

€    10,00   Intero e  €    7,00   Ridotto

 Come raggiungerci:
metropolitane: linea 2 (Lanza) – linea 3 (Montenapoleone)
tram: 1-4-12-14-27
bus: 61

Mappa Brera

Io personalmente preferisco scendere sempre alla fermata della metro gialla “Montenapoleone”, lasciando alle spalle il caffè Armani, proseguo su via Borgonuovo, in fondo alla via giro a sinistra su via Fiori Oscuri e poi ancora a sinistra e sono arrivata. 

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