Società del Quartetto di Milano – I sei Concerti Brandeburghesi di Bach, Jordi Savali

Ieri, presso la Sala Verdi del conservatorio di Milano, Jordi Savali in collaborazione con la Società del Quartetto, ha intrapreso una nuova rilettura dei celeberrimi ”Brandeburghesi” di Bach.  Durante il concerto con il suo ensemble ”Le Concert des Nations”, ha proposto, in versione integrale, la raccolta dei sei concerti che Bach dedicò al Margravio di Brandeburgo, rievocando così le diverse forme musicali settecentesche. Un concerto molto intenso, un’esperienza particolare che ha attratto moltissimi spettatori. I musicisti elegantemente vestiti e a dir poco eccezionali hanno governato il palco per tutta la serata, di grande effetto, oltre al direttore Savali, è stato il primo violino, Manfredo Kraemer, e il suo farsi coinvolgere totalmente dalla musica. Al termine dei sei brani in programma, Savali ha improvvisato una marcia, nella quale ha coivolto l’intero pubblico che diretto da questo grande maestro ha dato il suo contributo al finale.

Il Direttore:

Jordi Savali

Jordi Savali

Jordi Savali nasce a Igualada (Barcellona) nel 1941 e già all’età di sei anni si avvicina al mondo musicale dapprima come corista nel coro di voci bianche della sua città e poi nella classe di violoncello al Conservatorio Superiore di Musica di Barcellona. La passione per la musica antica lo ha portato sin da giovane ad interessarsi alla viola da gamba, a scoprirne diverse opere dimenticate e proprio per questo è stato riconosciuto dalla critica internazionale come uno dei più grandi interpreti di questo strumento. Con la sua partecipazione al film di Alain Corneau Tous les matins du mondeha ha voluto dimostrare che la musica antica può essere apprezzata da un pubblico molto vasto. In trent’anni di attività, Jordi Savall ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra gli ultimi, nel 2008 è stato nominato “Ambasciatore dell’Unione Europea per il dialogo interculturale” e “Artista per la pace” nell’ambito del programma “Ambasciatori di buona volontà” dell’UNESCO; mentre nel 2009 è stato nominato dall’Unione Europea “Ambasciatore del 2009 della creatività e dell’innovazione”.

I Musicisti:

Manfredo Kraemer primo violino
Pierre Hantaï clavicembalo
Marc Hantaï flauto traverso – Pierre Hamon, Sébastien Marq flauti dolci
Guy Ferber tromba barocca – Thomas Müller, Javier Bonet corni naturali
Alfredo Bernardini, Paolo Grazzi, Alessandro Pique oboi
Carles Cristòbal fagotto
David Plantier violino, Mauro Lopes violino & violino piccolo
Angelo Bartoletti, Giovanni de Rosa viole – Andoni Mercero violino & viola
Jordi Savall, Philippe Pierlot viole da gamba
Balázs Máté, Antoine Ladrette, Marco Ceccato violoncelli
Xavier Puertas contrabbasso

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Commento ironico: ogni volta che assisto ad un concerto di musica classica ecco che non capisco la gente. Innanzitutto qualcuno potrebbe spiegarmi perché ad ogni pausa del brano (non la fine del brano), ci sia sempre gente che debba tossire!?!?! Cosa fanno per il restante tempo, trattengono il respiro? Si cuciono la bocca?No, perché in pochi attimi grazie ai colpi di tosse presenti in sala sembra di essere entrati nella sala d’aspetto di un ospedale!!Tralasciamo i colpi di tosse..passiamo oltre, ad un certo punto dopo la pausa di metà concerto, guardo davanti e mi viene da ridere: una signora seduta comodamente in prima fila indossa, noncurante delle innumerevoli file dietro di lei, un cappello scelto dalla collezione privata della regina Elisabetta..no ma voglio dire? Era davvero necessario? Per fortuna appena i musicisti hanno ripreso a suonare ha pensato bene di toglierselo!!!!!Ma ecco la cosa più fastidiosa che penso possa capitare ad un concerto di questo tipo dove ci si aspetta come minimo un silenzio tombale, ovvero quelle donne appesantite da milleduecento gioielli e tra questi ovviamente poteva mancare quello con il ciondolo a modi campanellino che a ogni movimento produce un suono altamente irritante?Bhè, ovviamente no!!!!Così, dietro la mia testa, ogni tanto sentivi il tintinnio di questo bracciale che dava un fastidio enorme. E come dimenticare gli “struzzi”. Si, struzzi; la cui parola, secondo il vocabolario concertiamo, indica l’imitazione dell’animale omonimo da parte di spettatori che si entusiasmano troppo! Ora, capisco che si senta la necessità di battere il tempo ma c’è modo e modo…quindi se vi dovesse capitare di essere circondati da poveri spettatori ignari, cercate di non offrire loro uno spettacolo degno del mondo circense, grazie. Dai ora chiudo, anche perché potrei sembrare troppo acidella…però termino con quest’ultima osservazione: sopra dicevo che il direttore ha improvvisato un ultimo pezzo dopo i numerosissimi applausi, coinvolgendo anche il pubblico..ora immaginate una giovane donna nella fila dinanzi alla vostra, che non riesce nemmeno a battere le mani e, che pur non essendo a tempo, insiste a volerle battere…ecco fatemi fermare perché trattenere una risata in quel momento è stato difficile!!

Ciao e alla possima!!!!!

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