Elliott Erwitt – Retrospettiva

Tra le mie tappe estive non poteva mancare Torino, città che dallo scorso 17 aprile ospita presso Palazzo Madama la mostra fotografica “Retrospettiva” di Elliott Erwitt. Le fotografie in bianco e nero di questo grande artista affascinano perchè sono capaci di farci sorridere quando meno ce lo aspettiamo, ci propongono prospettive che nessuno avrebbe mai pensato di prendere in considerazione; ed è proprio questo quello che amo di questo fotografo: agire fuori dagli schemi, ideare e sorprendere con uno scatto.

To me, photography is an art of observation. It’s about finding something interesting in an ordinary place…. I’ve found it has little to do with the things you see and everything to do with the way you see them“.

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Certo, a suo favore erano non solo una mente geniale come la sua ma anche la conoscenza di notevoli fotografi tra i quali lo stesso Robert Capa grazie al quale successivamente lavorerà per la Magnum Photos. Tra la selezione di foto troviamo scatti giovanili, alcuni i cui soggetti sono i cani da lui molto amati, altri catturati nei molteplici viaggi compiuti, altri ancora realizzati su commissione per arrivare poi agli scatti di celebri artisti o personaggi politici. Probabilmente tra tutti questi lo scatto maggiormente apprezzato dal fotografo è “il bambino nero di Pittsburgh” che ride puntandosi la pistola giocattolo alla tempia. “È una foto buffa e nello stesso tempo tragica, non so…“. Personalmente sono sempre stata affascinata dalla freschezza che traspare dal celebre scatto riproposto quì sotto che ritrae il momento affettivo di una giovane coppia, riflesso attraverso lo specchietto anteriore della macchina.

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Tuttavia, tra gli altri scatti sicuramente non dimenticherò quelli carichi di ironia come la fotografia che ci propone il comportamento ambiguo di un gruppo di uomini e una donna dinanzi ai quadri della maja vestida e della maja desnuda di Francisco Goya al Prado, che ricorda la situazione che Doisneau aveva creato diversi anni prima dall’interno di un antiquario.

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“All the technique in the world doesn’t compensate for the inability to notice”

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Tra gli scatti alle celebrità di Hollywood vorrei ricordare quelli realizzati sul set del film “The Misfits” di John Huston

con Marilyn Monroe, Clark Gable, Montgomery Clift e  Eli Wallach.

Mentre, nonostante alla mostra manchi questa fotografia, di grande splendore è lo scatto realizzato in ambito teatrale all’attore e mimo francese Marcel Marceau nel 1956.

Erwitt è interessato proprio a tutto, quindi non solo al cinema e al teatro ma anche alla musica (Beatles; Pablo Casals) alla letteratura (Jack Kerouac) e alla politica (Jacqueline Kennedy, Clinton, Yasser Arafat, Castro, Che Guevara).

Al di là delle fotografie ciò che sinceramente mi ha lasciata un pochino con l’amaro in bocca è stato il percorso organizzato all’interno della mostra, da una parte una linea tematica molto simile a quella realizzata per Robert Doisneau a Milano; tuttavia non mi è piaciuto lo spazio ristretto all’interno del quale erano esposte le opere, basti pensare che alcuni scatti erano relegati agli angoli delle pareti. Insomma nel complesso queste fotografie erano in uno spazio privo di creatività, sarà che è quello che vorrei fare dopo la laurea ma se dovessi mai organizzare una mostra certo non mi limiterei ad appendere i quadri con le riproduzioni fotografiche a delle pareti bianche, insomma anche attraverso piccole idee si può rendere il percorso più piacevole agli occhi del pubblico.

Nel complesso resta comunque una mostra bellissima che consiglio agli appassionati di fotografia che avranno tempo fino al primo di settembre per farsi un giro a Torino e andare a vedere Elliott Erwitt a Palazzo Madama.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito: http://www.palazzomadamatorino.it/mostra.php?id_evento=192

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