World Press Photo 2013

Lo scorso sabato (4 maggio) è stata inaugurata presso la Galleria Carla Sozzani, in corso como 10, la mostra relativa alle immagini vincitrici del World Press Photo 2013, uno dei più importanti riconoscimenti del fotogiornalismo. Un evento oramai fisso sull’agenda degli amanti della fotografia e non solo, che si ripete ogni anno, proponendo fotografie senza censura divise in 9 diverse categorie che narrano storie di paesi e culture differenti.

Tra i numerosi scatti presenti, mi ha colpita molto quest’immagine che ha vinto il primo premio per le fotografie singole nella categorie ritratti di posa. Questa, scattata da Nadav Kander e pubblicata dal New York Times Magazine, ritrae un attore molto noto nel Regno Unito che per interpretare un pugile nella commedia teatrale Sucker Punch, nel corso del 2010, ha perso ben 20 kg.

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Ma basta dare un’occhiata alla foto vincitrice realizzata dallo svedese Paul Hansen e pubblicata da Dagens Nyheter, per rendersi conto che al di là delle foto che sorprendono, come quelle naturalistiche o sportive; la maggior parte di questi scatti, a causa dei soggetti e degli argomenti trattati, scioccano. Penso che sia normale avere questo genere di reazione nel momento in cui, giorno dopo giorno, attraverso i media, veniamo a conoscenza della moltitudine di azioni disumane causate dalla guerra che ancora oggi affligge diversi paesi; tutt’altra storia però è vederne i reali effetti davanti ai propri occhi mediante scatti, talvolta talmente cruenti che altri media avrebbero censurato. Così, per esempio, la fotografia di Paul Hansen è riuscita a catturare due delle tante vittime causate dalla guerra tra palestinesi e iraniani; due innocenti bambini, la cui vita è stata strappata via da un attacco missilistico. Penso proprio che il fotografo abbia centrato un punto molto importante, mettendo in evidenza la rabbia degli adulti davanti a due vittime innocenti, morte a causa di una guerra che si protrae da anni e anni.

Non è sempre detto, inoltre, che bisogna andare geograficamente lontano per essere testimoni di tragici eventi o di segni di degrado sociale; faccio quì riferimento al gruppo di fotografie realizzate da Paolo Pellegrin che hanno vinto il secondo premio Reportage nella categoria notizie generali. Queste sono state scattate a New York in un gruppo di quartieri con il tasso più alto di criminalità e omicidi denominato “Crescent”, mostrano oltre all’attività di alcuni poliziotti, la scena di un crimine, dei ragazzi che scappano da un luogo di spaccio e un giovane arrestato per aver aggredito il padre con la spada da samurai.

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Per concludere, siccome non voglio svelarvi più di quanto già detto, vorrei inserire qualche scatto realizzato al gruppo di fotografie naturalistiche e sportive; a prima è straordinaria e rappresenta quattro distinti momenti della vita dei pinguini, mentre la seconda ha immortalato alcuni attimi degli schermidori  e delle loro stoccate alle scorse olimpiadi.

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Un’ occasione unica, una mostra  irripetibile all’interno della quale si osserva e si apprende; l’inaugurazione a cui ho partecipato ha registrato numerose visite, ma vi ricordo che le fotografie rimarranno esposte fino al 2 giugno e l’ingresso è gratuito, quindi perché perdersela?

Galleria Carla Sozzani
corso Como 10 – Milano
orari: lunedì 15.30 – 19.30
martedì, venerdì, sabato e domenica 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì 10.30 – 21.00
ingresso libero
http://www.galleriacarlasozzani.org

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