Robert Doisneau – Paris en Libertè

Dopo aver attratto oltre mille visitatori al giorno al Palazzo delle Esposizioni di Roma, la mostra “Paris en liberté” si sposta a Milano, allo Spazio Oberdan, dal 20 febbraio al 5 maggio. La mostra ospita oltre 200 foto scattate da Robert Doisneau a Parigi nell’arco di tempo che va dal 1935 al 1991.

Ho visitato la mostra un sabato mattina, quando ancora la città di Milano era piuttosto tranquilla; sono scesa alla fermata M1 Porta Venezia e mi sono incamminata verso lo Spazio Oberdan a due passi dall’uscita della metropolitana insieme ad alcune amiche. In biglietteria non c’era ancora nessuno, che fortuna!!Finalmente, una volta all’interno dell’edificio, dopo essere salite al piano superiore, abbiamo acceso le audioguide e abbiamo iniziato il nostro percorso attraverso le fotografie in bianco e nero di Robert Doisneau, facendoci trasportare indietro nel tempo, fino al secolo scorso e osservando, nel ruolo di spettatori invisibili, la vita dei parigini e la magia della loro città.

Robert Doisneau Mostra

Nel corridoio iniziale sono esposte le prime fotografie nelle quali sono inquadrate le espressioni dei parigini dinanzi alla Gioconda intitolate appunto “Devant la Joconde e risalenti al1945;  Noi non vediamo il ritratto della Monna Lisa, ma solamente chi lo guarda. Di fronte alla Gioconda i parigini del ’45 hanno molte reazioni: c’è un giovane padre con gli occhiali che spiega il quadro al figlio ma c’è anche chi, piuttosto di guardare l’opera di Leonardo, guarda Doisneau che li immortala. Proseguendo in fondo al primo corridoio ci ritroviamo dinanzi a una serie di scatti molto curiosi e ironici, realizzati nel 1948 dall’interno di un antiquario, che catturano le reazioni dei passanti alla vista di una quadro “libertino” il cui soggetto è una fanciulla nuda. Devo ammettere che questa sequenza di immagini è stata la più memorabile e divertente di tutta l’intera mostra; i parigini che sono stati immortalati sono persone comuni quasi quasi ci potremmo identificare in alcuni di loro ed è grandioso come attraverso l’uso di una semplice macchina, Doisneau sia riuscito a fermare per sempre nel tempo le loro espressioni, siano esse di turbamento, di gioia, di sorpresa….

Robert Doisneau Vetrina 2

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Robert-Doisneau-Tableau-de-Wagner-dans-la-vitrine-de-la-Galerie-Romi06

Infatti, una prima tecnica impiegata da Doisneau è sicuramente la cosiddetta “trappola fotografica”, catturare le espressioni delle persone dinanzi a uno stesso oggetto; questo metodo è paragonato alla pesca: bisogna saper attendere ed essere pazienti ma alla fine i risultati sono più che soddisfacenti.

Citando una frase di Doisneau “Sono sempre stato ossessionato dall’idea che è impossibile fermare il tempo..

Entrando nella “sala” (più che sala è lo spazio più grande, perchè non ci sono vere e proprie sale) principale ci ritroviamo immersi nel traffico; ebbene sì, avete capito bene nel traffico, perchè la parete alla nostra sinistra è caratterizzata da una serie di scatti disposti uno di fila all’altro sui quali vediamo alcuni parigini correre tra le macchine che sfrecciano nel centro della città di Parigi.

Doisneau -Baisers-casques-Paris-1966

La serie di immagini che vediamo proseguendo è molto romantica in quanto i soggetti sono delle coppie che si baciano in posti particolari o improvvisati. La fotografia centrale, la più famosa di Doisneau, è quella del bacio dell’hotel de Ville. (quì sotto)

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Baiser de l’Hôtel de Ville, 1950

Questa che, a prima vista potrebbe risultare una foto scattata nel giro di pochi secondi approfittando del soggetto e delle giuste circostanze, è in realtà studiata e preparata nei minimi dettagli. Robert Doisneau, infatti, aveva visto la scena e poi l’aveva riprodotta grazie all’aiuto di due attori; la stessa operazione si ripete in moltissime immagini del repertorio dell’artista, come per esempio in quella sotto, realizzata prendendo in prestito questo “carretto” e l’aiuto di due comparse che hanno, anche in questo caso, riprodotto fedelmente una situazione realmente accaduta.

Le Baiser Blotto 1950

Lasciandoci alle spalle questa prima parte della mostra, notiamo la presenza di diverse stampe il cui soggetto sono musicisti, pittori ma anche celebrità. Importante è, infatti, l’incontro e l’amicizia tra Robert Doisneau e diversi artisti. Personalmente la foto più bella tra tutte quelle che ho visto è quella scattata all’attrice Sabine Azema (quì sotto).

Sabine Azema et le bandagiste,1985

Sabine Azema et le bandagiste,1985

Ma non si possono non apprezzare gli scatti realizzati a Picasso, Orson Welles; Coco Chanel, Dior, Saint Laurent, Lacroix, Binoche e tanti altri….

Alla fine del corridoio dove sono situati gli scatti di questi personaggi notevoli, troviamo nuovamente uno spazio più ampio nel quale è visibilissima la composizione intitolata “La Casa Degli Inquilini” (1962) che è una sintesi dell’interesse  che Doisneau provava nei confronti delle attività umane e delle classi sociali; questa enorme casa è, infatti, costruita mediante l’utilizzo di fotografie ambientate all’interno di mura domestiche.

“Le monde que j’essayais de montrer était un monde où je me serais senti bien, où les gens seraient aimables, où je trouverais la tendresse que je souhaite recevoir. Mes photos étaient comme une preuve que ce monde peut exister.”

” il mondo che cercavo di mostrare era quello in cui mi sarei trovato bene, abitato da persone cordiali e colmo della tenerezza che bramo. Le mie foto costituiscono una prova della possibile esistenza di quel mondo.”

In questo ampio spazio non può non saltare all’occhio la monumentale Torre Eiffel e le fotografie ad essa associata; Doisneau oltre a mostrarci uno dei simboli della città di Parigi ci fa notare le sue varianti e come, alterando l’ambiente o le condizioni, appaia la torre.

Doisneau bimbi

Passando al secondo piano, nonostante le stanze e i corridoi si facessero sempre più piccoli e stretti, il susseguirsi di scatti metteva sempre più allegria….quelli che maggiormente mi sono rimasti impressi vedono come protagonisti i bambini e gli animali, soggetti di uno studio approfondito da arte di Doisneau. I primi vivono in modo coinvolgente nella Parigi dell’epoca, anche se non sempre questa città è “a prova di bambino”, giocano e si divertono, senza la presenza di alcun adulto, tra le vie parigine che ancora non sono trafficate e ci ricordano piccoli “passatempi” o giochi alternativi di cui in questi anni nessuno più ha memoria.

doisneau - Les-tabliers-de-la-rue-de-Rivoli,Par

The-MARQUIS-de-CUEVAS’S-dogs-BOIS-de-BOULOGNE-by-DOISNEAU-Circa-1953Una splendida fotografia, che unisce cani e bambini, ritrae un  ragazzo steso a terra in place du Louvre con il suo piccolo cagnolino sulla pancia, intento a osservarlo con smisurato amore. I cani sono soggetti perfetti per suscitare ironia e tenerezza in chi li osserva o li osserverà e che incosciamente si ritrovano a far da testimoni assieme a tutti i parigini di ogni sesso ed età di un secolo e di una Parigi di cui non ci si può non  innamorare.

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