Conferenza Stampa – Bob Wilson ci presenta Odyssey!

E’ venerdì mattina suona la sveglia <tatatata> quel rumore assordante che interrompe il mio sonno 5 volte alla settimana; io mezza rincoglionita faccio per spegnerla…cavolo sono già le 8.30!!!!!!!o.O Giusto il tempo di una doccia e di un the caldo con un paio di galletti e sono già in ritardo!!! Nella testa continuo a ripetermi: “basta, esci, esci…ecco, stavo per dimenticare..la macchina fotografica!!” Ok, presa….arrivo alla macchina e mi accorgo di aver dimenticato l’ombrello, non mi interessa; se verrà giù il diluvio universale anche oggi significa che era destino e tornerò a casa bagnata come un pulcino.

Arrivo in metro e bye bye..persa!! Ma non è possible oggi non me ne va bene una!!! Aspetto…fisso impaziente le lancette dell’orologio e prevedo già una maratona finale per poter arrivare in orario…arriva la metro, finalmente!! Scendo a loreto e mi dirigo verso la rossa e indovinate? Ovviamente mi si chiudono nuovamente le porte in faccia, quindi, aspetto di nuovo…alle 11,27 arrivo a Duomo e senza salire in superficie con passo accelerato imbocco l’uscita “Piazza Cordusio”…cavolo, quanta gente; per alcuni istanti mi perdo poi inizio a correre!!! Ore 11,31 sono arrivata!!!Non ci credo, sono in perfetto orario, entro nella sala conferenze del Piccolo Teatro in Via Rovello. Saluto e piuttosto in fretta mi siedo in fondo e tiro fuori tutto ciò che mi sarebbe servito: carta, penna e fotocamera. Pronta giusto nel momento in cui Robert Wilson fa la sua entrata in questa salettina.

E’ la prima volta che lo vedo quindi rimango stupita; è un uomo piuttosto alto, brizzolato, all’apparenza serio… ma mi accorgo subito di quanto in realtà sia in imbarazzo non appena Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro, gli passa il microfono.

Bob Wilson 01

Bob Wilson inizia il suo discorso intorno alla nascita di questo progetto artistico il cui risultato non debba risultare noioso; infatti ci racconta che da piccolo, quando aveva assistito per la prima volta ad una versione teatrale dell’Odissea, l’aveva trovata alquanto noiosa e troppo seria. “Ero in Grecia, ad Atene per vedere una produzione dell’Odissea ed era come essere a scuola…e io odiavo la scuola!!..” “Se si pensa al viaggio viene in mente una letteratura per bambini (..) La chiave per questo lavoro è stata uscire dall’Odissea accademica e tramutarla in un’esperienza universale..è stata una grande sfida..”.

Bob Wilson 02

Escobar: “Il Piccolo non ha finanziato lo spettacolo, anche perchè se la Grecia sta attraversando unperiodo di crisi, l’Italia non è messa tanto meglio. Il Piccolo ha collaborato con il teatro di Atene realizzando nei suoi laboratori scene e costumi. Sono molto fiero di questa collaborazione e chiedo a Bob Wilson se è soddisfatto” Wilson: “il vostro paese è uno dei pochi che produce i costumi e le scene; voi avete qualcosa di unico, speciale. E’ stata una grande parte della collaborazione; se avessi fatto realizzare questi materiali in Germania mi sarebbe costato molto di più e la qualità sarebbe risultata minore (..) L’artigianalità italiana è unica: gli italiani hanno un modo di fare verso i materiali che oramai in paesi come gli Stati Uniti; la Francia o la Germania non esiste più. (..) Anche sul palcoscenico, in qualche modo, gli italiani riescono a percepire la differenza dello spazio, le proporzioni..ed è molto speciale; questi accorgimenti li noto solo quì”. 

Questo progetto che all’inizio sembrava impossibile si è concretizzato. Scherzando un pochino Wilson dice “molti greci pensavano che bugs bunny texano avesse invaso la Grecia!!”. L’idea del viaggio è nella nostra cultura, è un tema sentito da tutti. Il viaggio è l’unica cosa che ci permette di capire cosa sta accadendo intorno.

Cosa c’è di fantastico e bambinesco in questa Odissea? “..è un bilanciamento: se è troppo serio può risultare troppo noioso; se ridiamo troppo è il contrario..” E’ importante poter immaginare

“Se dovessimo eliminare la musica dal mio spettacolo, vi rendereste conto di come i movimenti degli attori rimandino alla classicità”.

Un’intervista piuttosto interessante alla fine della quale Escobar è persino riuscito a strappare un “Is the Best” rigurdante il Teatro milanese a Bob Wilson!!Alla fine io e altri ragazzi del laboratorio ci siamo fermati e abbiamo chiesto un autografo a Bob e siamo anche riusciti a scattare una foto assieme a lui!!!Gentilissimo, Grazie!!! =) Alla fine di questa giornata, quindi, posso dire di essere solo contenta di non essere tornata indietro a prendere l’ombrello; di essermi fiondata in metro e di aver fatto la maratona finale per poter essere al Chiostro di Via Rovello giusto in tempo per lui, Bob Wilson!!!

Bob Wilson_01

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