“Odyssey” di Bob Wilson al Piccolo teatro di Milano. (I)

Chi non conosce o non ha mai sentito parlare dell’Odissea di Omero? Le storie di Ulisse e della sua amata Itaca sono oramai conosciute da grandi e piccini e sono diventate ben presto un soggetto ideale non solo nel mondo dell’arte ma anche in quello cinematografico.

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Una delle proposte più innovative e promettenti della corrente stagione del Piccolo Teatro di Milano riguarda proprio l’Odissea di cui, mediante un’attenta lettura del testo originale e grazie alla riscrittura del poeta inglese Simon Armitage, Bob Wilson ne ha tratto uno spettacolo in chiave moderna. Dopo il debutto il 26 ottobre al Teatro Nazionale di Atene, Wilson sceglie il Piccolo Teatro di Milano, dove lo spettacolo sarà in scena dal 3 al 24 aprile. Una collaborazione tra due teatri nella quale il Piccolo ha contribuito anche nella realizzazione dei costumi e delle maschere realizzati presso il proprio laboratorio. Tuttavia la scelta del teatro milanese non è causale in quanto Robert Wilson stesso in un’intervista ha affermato che oltre ad essere uno tra i più importanti teatri europei, il Piccolo ha influenzato molto la sua produzione artistica.

Posso ritenermi piuttosto fortunata in quanto grazie al laboratorio organizzato in collaborazione tra il Piccolo Teatro e la cattedra di Storia del Teatro e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Milano, gestita dal professor Alberto Bentoglio; potrò partecipare ad una serie di incontri che piano piano mi porteranno a conoscere l’opera e ad approfondire le mie conoscenze relative al regista texano.

Uno spettacolo la cui parola chiave penso possa essere l’Originalità‘, esso è organizzato su spazi minuziosamente e geometricamente calcolati dal regista. L’elemento che oramai caratterizza la produzione artistica di Wilson è  sicuramente quello di creare effetti grandiosi mediante l’utilizzo della luce. Infatti come afferma Wilson stesso questo spazio “è astratto; talvolta buio e talvolta illuminato, qualche volta piccolo, altre enorme….”. Nei suoi spettacoli troviamo noi stessi in quanto ognuno di essi è collegato alla contemporaneità; Wilson adotta colori, stili, musica e altri riferimenti al periodo relativo alla sua messa in scena facendo vivere il mondo moderno nello spettacolo. Possiamo definirlo come un personaggio particolare che non si accontenta facilmente; basti pensare che sulla scena troveremo un pianista che suona le musiche dal vivo o che gli effetti sonori (450 in totale) li ha prodotti per la maggior parte lui stesso, come per esempio il canto gutturale delle Sirene. Una domanda che sorge quasi spontanea riguarda il motivo per il quale Wilson ha scelto di realizzare lo spettacolo mediante l’utilizzo della lingua greca; ebbene per questo regista che non si lascia sfuggire nulla la lingua è un suono, anzi IL suono dell’opera stessa e di conseguenza se questa venisse tradotta non esisterebbe più.

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Grazie all’incontro con la giornalista del Corriere della Sera Claudia Provvedini che è venuta presso l’Eurolab a raccontarci il suo “Robert Wilson”, sono riuscita a conoscere aspetti del regista che prima ignoravo. Nel descrivere il rapporto con Wilson, Claudia Provvedini, ha fatto emergere la sua genialità, originalità e particolarità, aspetti che hanno contribuito a fare di Wilson un artista riconosciuto a livello  internazionale. Tra le preziosissime informazioni che la giornalista ci ha fornito quella che mi ha particolarmente colpita è stata scoprire la relazione che Wilson stesso ha nei confronti degli attori. Lui crea lo spazio, “la cornice perfetta”, entro la quale gli attori devono vivere, lasciando loro la massima libertà. Wilson quindi non dice nulla riguardo l’interpretazione da adottare per i singoli personaggi, non impone un determinato atteggiamento agli attori, ma lascia che essi si ambientino e vivano sulla scena.

Eurolab - Incontro con Claudia Provvedini

Eurolab – Incontro con Claudia Provvedini

laboratorio

Un GRAZIE particolare quindi va a Lanfranco Licauli, a Claudia Provvedini e al nostro carissimo prof. Alberto Bentoglio!!

Vi invito, inoltre, a partecipare numerosi alla conferenza stampa che è stata indetta per venerdì 29 marzo alle h.11,30 presso il Chiostro di Via Rovello, alla quale sarà presente Robert Wilson.

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