Romeo e Giulietta

Carcano 2

Lo spettacolo “Romeo e Giulietta“, terminato domenica 3 marzo al Teatro Carcano mi ha lasciata senza parole. Nonostante le due ore e mezza di recitazione il regista Giuseppe Marini e l’idealizzatore delle scene Alessandro Chiti, hanno saputo giostrarsi tra momenti tragici e altri di stampo ironico, permettendo al pubblico attimi di pausa o tensione che hanno creato un’ atmosfera perfetta.

Nel ruolo dei protagonisti, Romeo e Giulietta, due giovani attori:

Giovanni Anzaldo veste i panni di RomeoGiovanni Anzaldo, diplomato alla Scuola del Teatro Stabile di Torino e interprete con Alessandro Gassman di “Roman e il suo cucciolo” grazie al quale ha conseguito nel 2010 il Premio Ubu come miglior attore under 30; ha recitato in maniera frizzante, reale e coinvolgente, è stato l’attore che mi ha maggiormente impressionata. I suo gesti e le sue parole non sembravano appartenere alla scena ma alla realtà, sembrava che tutto gli venisse spontaneo e invece sappiamo benissimo quanto studio ci possa essere dietro tale interpretazione.

gloria gulinoGloria Gulino, diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, che in teatro aveva già partecipato in spettacoli quali “Molto rumore per nulla” e “Il mercante di Venezia”, ci ha regalato una Giulietta bambina, tenera, che per la prima volta scopre l’amore che tuttavia è condannato a una sorte crudele sin dall’inizio.

GIULIETTA: “è solo il tuo nome ad essermi nemico: tu saresti te stesso anche se non fossi un Montecchi.che significa montecchi? niente: ne una mano,un piede, ne un braccio o la faccia, né nessuna parte del corpo di un uomo. Oh, mettiti un altro nome! Che cosa c’è in un nome?se noi chiamassimo una rosa con un’altra parola non avrebbe lo stesso odore soave; allo stesso modo Romeo, se cessasse di chiamarsi Romeo, avrebbe in se comunque quella perfezione, che gli appartiene anch senza quel nome. Romeo, rinnega il tuo nome, ed in cambio , prenditi tutta me stessa“.

Al di là dei due personaggi principali ho trovato geniale l’interpretazione di Serena Mattace Raso nel ruolo della Balia, ascoltando attentamente ogni suo intervento mi sono domandata quanto lavoro ci fosse dietro; la parte le calzava alla perfezione, era talmente vicina alla realtà che la tela trasparente posta tra palcoscenico e platea nel giro di pochi secondo dall’inizio dello spettacolo era praticamente inesistente! Mai mi sarei aspettata una recitazione così stupefacente!!

Anche l’interpretazione di Mauro Conte del personaggio di Mercuzio, giovane scapestrato e sciagurato ha introdotto sulla scena una ventata di sprint e energia che forse solo lui avrebbe potuto regalare. 

Colorati, accurati, con particolari settecenteschi anche i costumi di Mariano Tufano hanno fatto la loro parte, l’abito di Mercuzio è quello che mi ha colpito maggiormente per i dettagli ma quello che è rimasto nel cuore è il vestito degli atti finali di Giulietta. Le musiche originali di Marco Podda erano fantastiche e giuste alle scene rappresentate anche se sinceramente  avrei preferito sentirle sfumare almeno verso la fine piuttosto che interrompersi improvvisamente. Questo aspetto insieme alla scena creativa con una recitazione alquanto poco reale, direi quasi “isterica” di Giulietta nella scena dove lei, seguita poi anche da Romeo, inizia a correre sul posto, sono le uniche due scelte che non ho condiviso a pieno, ma è solo un mio parere.

Annunci