Steve McCurry – Viaggio intorno all’uomo

Potrei iniziare questo post parlando della vita di Steve McCurry ma, dopo aver visto diverse delle sue opere in mostra a Palazzo Ducale a Genova, mi sono domandata “perché scrivere fatti che importano in modo relativo a chi legge e che sono facilmente reperibili quando io posso descrivere questo grande uomo attraverso le sue stesse fotografie?

In mostra a Genova fino al prossimo 24 febbraio troverete oltre 200 fotografie, alcune delle quali riconoscibili ad occhi chiusi ed altre invece meno famose ma che, nonostante ciò, riescono a colpire lo spettatore giungendo diritte in fondo all’animo.

L’emozione è forse la parola chiave della mostra e delle fotografie stesse, immagini che non possono fare altro che catturare il nostro sguardo perché attraverso quei volti o quelle scene ci vengono raccontate delle storie e dei valori che arrivano diritti fino al cuore.

Steve McCurry

Ciò che si presenta dinanzi è un’esplosione di colori, di espressioni differenti, di storie conosciute e di culture e stili di vita di ogni genere, distanti dalla concezione di vita quotidiana che possediamo noi oggi. Sono fotografie che in tutto e per tutto riescono a sorprendere e commuovere perché sarebbe impensabile poter vedere nel bel mezzo di Milano o di un’altra città italiana qualsiasi un uomo anziano con la barba e i capelli lunghi di un colore arancione vivo o un altro che riposa tranquillo sul suo divano in stoffa rossa che è posizionato davanti a una casa completamente distrutta a causa della guerra (Afghan Fighter, Kabul, 1995).

O ancora un uomo che a causa di una forte alluvione ha perso tutto ma è riuscito a trarre in salvo l’unico mezzo (una macchina per cucire) attraverso il quale si è sempre guadagnato da vivere e sfoggia un mezzo sorriso (Tailor in Monsoon, Porbandar,India, 1983)

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e un giovane ragazzo che vende arance in uno “stand” allestito grazie ad un’auto abbandonata e oramai inutilizzabile.

(Boy selling oranges on the street, Kabul, Afghanistan, 2003).

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Una seconda chiave di lettura delle sue fotografie è sicuramente lo sguardo e nello specifico gli occhi di queste persone protagoniste. Non a caso la maggior parte dei suoi soggetti sono rifugiati; bambini; donne; persone umili; lavoratori….nei cui occhi si riesce a percepire la paura, lo sconforto, l’angoscia, il terrore, la disperazione…..

The green-eyed Afghan girl became a symbol in the late twentieth century of strength in the face of hardship. Her tattered robe and dirt-smudged face have summoned compassion from around the world; and her beauty has been unforgettable. The clear, strong

Nella mostra è presente anche la foto che ha reso famoso Steve McCurry, grazie alla quale egli è stato rinominato “il fotografo di Sharbat Gula”.E’ la fotografia risalente al 1984 della ragazza dagli occhi verdi,  scattata in un campo profughi a Peshawar, in Pakistan.

1_McCurry_Sharbat_Gula_ragazza_afgana

Dopo dieci anni Steve è riuscito a ritrovare questa donna e con il permesso del marito ha scattato una nuova fotografia. Quanto tempo è passato…la riconosciamo ma è difficile, il volto è più duro a causa di tutti i dispiaceri e i dolori che la vita le ha riservato.

Le Torri Gemelle, World Trade Center Steve MCCUrry2

Una parte della mostra è riservata ad eventi tragici realmente accaduti in diverse parti del mondo; immaginatevi una sala non troppo grande sui muri della quale si estendono fino al soffitto fotografie di ogni luogo e dimensione. Vi troverete con il cuore in gola e le lacrime agli occhi perché sono immagini di distruzione che ricordano episodi specifici o mostrano scene che non abbiamo mai avuto l’occasione di vedere. Per fare qualche esempio vi propongo le fotografie che mi hanno maggiormente colpito tra le quali vi sono quelle che riguardano l’attacco avvenuto l’11 settembre  al World Trade Center e la Prima Guerra del Golfo in Kuwait.

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Nell’immagine qui a fianco, per esempio, sembra essere notte a causa delle nubi scure prodotte dalle fiamme che oscurano il cielo ma in realtà lo scatto è stato effettuato durante la giornata.

Le fotografie in questo caso hanno il potere di svelare ciò che questi eventi hanno comportato come per esempio gli animali ricoperti dal petrolio, tra questi i pochi sopravvissuti sono circondati dalle fiamme e prossimi alla morte.

steve mccurry

Ci sono foto i cui protagonisti sono alcuni bambini che giocano sui carri armati; le macerie, tante macerie; e poi c’è la disperazione di un bimbo che con le lacrime agli occhi porta la canna di una pistola verso la testa…

Ci sarebbero ancora milioni di parole da spendere parlando di tutte le meravigliose fotografie di Steve McCurry, ma per ovvie ragioni non posso includerle tutte.Vi saluto, quindi, proponendovi quest’ultima foto scattata alla stazione dei treni a Old Dehli in India nel 1983, che a mio parere nella sua semplicità risulta stupenda con questi effetti sulle ombre creati dalla luce del sole.

Train-Station-Platform-Old-Delhi-India-1983

“Per un vero artista dovrebbe essere bello soltanto quel viso che, del tutto indipendentemente dall’aspetto esterno, brilli della Verità che è nell’anima”.

(Mahatma Gandhi)

Piccolo Aggiornamento: La mostra è visibile a Siena, presso il complesso museale Santa Maria della Scala, dal 15 giugno al 3 novembre. Per ulteriori info, visitate il sito http://www.stevemccurrysiena.it/ .

Written by :Barbara Mandelli. 

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